Riforma Madia: dal 1 settembre 2017 l’INPS gestirà le visite fiscali…

Il medico della mutua

Achtung… Achtung…

Il 1° settembre arriva ancora una “novità” nel mondo del lavoro: “Il Polo Unico INPS per le visite fiscali”.

In che cosa consiste?

“Semplicemente” nel passare all’INPS la patata bollente delle visite domiciliari a sorpresa, per i lavoratori dipendenti che si trovano in malattia, fino ad ora a capo del  datore di lavoro.

Per essere più chiari, la competenza in materia di accertamenti medico-legali sulle assenze dal lavoro per malattia dei dipendenti pubblici passa all’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale. Il Testo unico della Madia (D.Lgs. 75/2017, all’art. 18) aveva preannunciato questa novità… e neanche passare l’estate al mare a rilassarsi ha fatto dimenticare al bel Ministro di mettere in atto quanto promesso.

Il Polo Unico ha come compito quello di far gestire le visite fiscali, sia nel pubblico che nel privato, dall’INPS e l’obbiettivo principale è quello di garantire l’effettività del controllo.

L’INPS specifica che la nuova procedura sarà soltanto a livello sperimentale, poiché si attendono le nuove convenzioni siglate con i medici e un decreto ministeriale che cerchi di armonizzare le fasce di reperibilità tra dipendenti pubblici e dipendenti privati. Al momento restano infatti in vigore le fasce di reperibilità già previste, che vedono 4 ore al giorno di reperibilità per i dipendenti del settore privato (dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 19) e 7 ore per i dipendenti pubblici (dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 18). Il decreto ministeriale che si attende avrà lo scopo di uniformare le fasce di reperibilità tra pubblico e privato, portandole forse tutte a 7 ore.

Il Presidente dell’INPS Tito Boeri è particolarmente “gasato” per questa novità ed infatti ha dichiarato: “faremo diverse centinaia di migliaia di controlli”.

E noi, dipendenti pubblici che facciamo quotidianamente il nostro, aspettiamo AL LAVORO queste novità, che sinceramente non ci fanno paura, visto che se capiterà di doversi mettere in malattia sarà perché saremo veramente malati; e se un medico convenzionato con l’INPS ci verrà a far visita a casa per verificare il nostro stato di salute lo accoglieremo (a qualsiasi ora) e se avremo le forze gli offriremo pure un caffè, sperando di non trasmettergli il virus che ci ha contagiato e ci ha costretti ad inviare il certificato medico.

Barbara Borchiellini